Appuntamento alla stazione Tiburtina, ore 19,30.Ho con me tutta lāattrezzatura,macchina fotografica,registratore vocale,taccuino con le mie domande ed appunti,quattro penne,una matita..sembra ci sia tutto. Lāattesa in questo gelido ed irriconoscente 14 Febbraio per quanto breve sembra infinita.Chiamo Gianni,mio unico contatto fino a quel momento,che mi assicura essere ormai nei pressi della stazione: āstiamo arrivandoā dice,deduco avroā il piacere di conoscere anche Matteo,il Progetto Megattera si presenta al completo..o quasi..
performances musicali dei Megattera. Dopo un breve tragitto in macchina arriviamo in un ampio piazzale ed in una vicina birreria ordiniamo tre medie chiare a portar via. Lāintervista avviene in un garage dove i ragazzi hanno tutta la loro attrezzatura,scendiamo una scaletta di ferro e mi colpisce la profonditaā dello spazio..almeno 50 boxes disposti consecutivamente sulle due ali di un lunghissimo passaggio sotterraneo. Da un paio di grigie porte basculanti abbassate provengono suoni di chitarra e batteria,almeno altri due gruppi sono qui a provare i loro pezzi in una sorta di scenario postnucleare sonoro che si presenta quantomeno affascinante.I ragazzi mi fanno accomodare nella loro area creativa e dopo aver messo su il loro primo lavoro completamente autoprodotto,sulle note di Fine del perdono pt.1 lāintervista puoā cominciare.
Inizio con la piuā ovvia delle domande:
Relics:ā Progetto Megattera:percheā avete scelto questo nome?ā
Risponde Gianni:āDirei di varia natura,veniamo entrambi da realtaā e gusti piuttosto diversi, io principalmente dal metal, Sepultura e Slayer per citarne un paio,Matteo fondamentalmente dal punk..gli ascolti di entrambi si sono fusi in seguito verso il post rock,con particolare attenzione a Mogway,God is an astronaut,This will destroy you.ā
Relics:āCi sono invece gruppi di musica elettronica da cui il vostro progetto prende le mosse,fonti dāispirazione?ā
Gianni:āSinceramente non ascoltiamo molti gruppi di genere propriamente elettronico e non ne siamo profondi conoscitori,quindi non vi eā tendenza almeno voluta verso nessuna formazione giaā esistente sulla scena.Si potrebbe parlare invece di differenza di approccio:il concetto di fare musica elettronica nel Progetto Megattera a nostro avviso diverge dalle realtaā presenti per lāutilizzo che facciamo della strumentazione, approccio che amiamo definire molto piuā āanalogicoā che ādigitaleā. Utilizziamo gli strumenti in tempo reale, campioniamo e ci lavoriamo sopra al momento, non vi sono preset neā basi preparate. Impieghiamo la strumentazione analogica(synth,pedali,effetti) sul palco come una classica formazione rock utilizza basso,chitarra e batteria.ā
Aggiunge Matteo:āLa strumentazione elettronica eā una modalitaā,un canale che ci permette di essere solo in due ma di lavorare come unāorchestra,con tutto cioā che ne consegue:sotto molti aspetti lavorare solamente in due facilitaā la scelta artistica,il progresso e la direzione del progetto.Il rapporto che ci lega fa il resto e da il timbro finale al prodotto sonoro.ā
Relics:āConcetti molto interessanti..Venite da soli alla mia prossima domanda e mi facilitate il lavoro:qualāeā il vostro rapporto dāamicizia e professionale?ā
Matteo(ridendo):āCi conosciamo da piuā di quindici anni,compagni di banco al liceo e grandi amici adesso, abbiamo suonato insieme fin da adolescenti.Il nostro primo gruppo si chiamava Catartica, suonavamo covers dei Deftones e dei Korn.Il Progetto Megattera come duo invece comincia ufficialmente lāinverno scorso con una session a due chitarre nella quale abbiamo utilizzato una loop station.Dopo due ore ininterrotte di sperimentazione il progetto era nato.Da Febbraio 2011 abbiamo fatto una quindicina di concerti,ci siamo confrontati in locali importanti nellāambiente underground come Init e Closer(appuntamento reso possibile dal VJTraffic, siamo stati a Frammenti a settembre dellāanno scorso e il 16 saremo al Traffic.ā
Relics:Non senza orgoglio chiedo(e con grande apprezzamento dei Megattera per lāarguzia):āSe il vostro progetto fosse una costruzione,un edificio,a cosa somiglierebbe?ā
Risponde Matteo:āSicuramente una piramide,composta da mattoni che uno dopo lāaltro portano ad un culmine,ed eā una piramide che poggia su basi solide ,sui nostri bassi,sulla nostra strumentazione.La nostra musica eācomunque in perenne evoluzione,i mattoni della nostra piramide sono intercambiabili,e cosiā cambieraā ancora il nostro modo di fare musica,in perenne stato di sperimentazione:su queste basi vorrei realizzare a breve performances completamente improvvisate,stile ājazzā.ā
E qui interviene Gianni:āMi accosto senza dubbio anchāio allāidea della piramide,dalle basi forti e che si spinga verso confini invisibili,ma piuā che nella strumentazione vedo la base del progetto nella collaborazione con Matteo,la nostra amicizia eā il fondante e la malta dei nostri mattoni;sicuramente fare buona musica o perseguire un progetto come il nostro richiede sacrificio ed ha un costo,misurabile in termini di tempo e dedizione.(detto cioā mi invita a dare un occhiata al contatore fuori dal garage,che testimonia indelicatamente come il sacrificio sia spesso misurabile anche in termini economici)ā
Relics:āRitenete di aver aggiunto qualcosa di nuovo nellāambito musicale elettronico?ā
Progetto Megattera:āRispondere ad una domanda del genere non eā facile,lo scenario eā ampio e la nostra conoscenza forzatamente limitata.Quello che ti possiamo dire con certezza eā che riteniamo di aver introdotto un metodo di fare musica elettronica che eā diverso per lāutilizzo in tempo reale di quasi tutta la strumentazione a disposizione,dando possibilitaā di ascolto ed interpretazione libera di ogni onda sonora provocata.In questo senso anche la voce(quella di Matteo n.d.r.) eā utilizzata come semplice strumento sonoro,non eā attraverso le parole o il cantato che diamo ad un pezzo il suo significato,ma eā attraverso
Resto colpito dal concetto di produzione e fruizione della musica che i Megattera trasmettono,onde sonore che dovrebbero fluttuare ed essere interpretate liberamente dallāorecchio di chi ascolta, senza lāappello matematico alle condizioni poste ed invocate da qualsiasi genere musicale in senso stretto.La lezione eāche qualsiasi suono puoā diventare musica e qualsiasi musica eā tale proprio percheā nasce come semplice onda sonora.