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Oiseaux-Tempête – طرب TARAB (Sub Rosa, 2018) di Giuseppe Grieco

Posso immaginare benissimo che la maggior parte di voi che vi accingete a leggere questa recensione, suppongo circa i tre quarti, non conosca gli Oiseaux-Tempête. Vi dico due cose: 1) è comprensibile e fino ad ora giustificabile, 2) è una grave mancanza, e sarebbe imperdonabile tirare avanti senza dedicargli il giusto tempo.

Facciamo un quadro della situazione. Nel 2013 il chitarrista Frédéric Oberland e il bassista Stéphane Pigneul, già membri dei Farewell Poetry, mettono su un progetto chiamato appunto Oiseaux-Tempête. Molti li definiscono un gruppo post-rock, ma io non mi ritrovo molto in questa definizione, o almeno non del tutto. Qualche elemento post-rock si può trovare, ma è rivisitato in chiave molto personale, con strutture che prendono ispirazione da quelle dei leggendari Godspeed You! Black Emperor, ma sono presenti anche forti elementi krautrock e psichedelici, nonché folkloristici e ambientali.

Partiti con l’omonimo album di debutto parlando di una Grecia in crisi e un’Europa in declino, i nostri hanno costruito una trilogia del mediterraneo, comprendente oltre all’album d’esordio il secondo Ütopiya?, nel quale si riprendevano gli intrecci di storie che si incontrano in mare, e l’ultimo AL-‘AN! الآن, nel quale si approdava a Beirut, tornata ad essere un punto nevralgico del Medioriente. Tutti album impegnativi, densi, politicamente attivi e bellissimi.

Il tour relativo ad AL-‘AN! الآن li ha visti calcare i palchi di festival molto importanti in Europa, Libano e Canada, con una formazione comprendente, oltre ai membri fondatori, il manipolatore dell’elettronica Mondkopf, G.W. Sok dei The Ex, Sylvain Joasson dei Mendelson, i musicisti libanesi Charbel Haber, Abed Kobeissy e Ali El Hout, i videomaker As Human Pattern e per finire Radwan Ghazi Moumneh, alias Jerusalem In My Heart, nella traccia bonus. Un cast di assoluta eccellenza che ha reso possibile la realizzazione di طرب TARAB, album registrato in concerto e pubblicato sempre per la fidata Sub Rosa, etichetta discografica belga.

Traducibile dall’arabo con euforia, طرب TARAB è un manifesto vivo, un atto d’amore verso una cultura piagata da crisi economiche, disordini sociali e politici, spezzata dalla guerra civile e religiosa, che riconosce nella contaminazione e nello scambio reciproco la sua dignità, ideali portati avanti a testa alta anche nelle difficoltà, fieramente patria di popoli e sacralità anche negli attuali momenti bui.

طرب TARAB è questo intricato e magnifico mosaico, completo di ogni sfumatura, dalla possenza del folklore mediorientale in Ouverture / Baalshamin all’urgenza impellente di Palindrome Series, dalla solenne sacralità di Ütopiya / On Living all’esoterica psichedelia di Carnaval.

Corposo, impegnativo, affascinante ed oscuro, طرب TARAB è la manifestazione energetica e vitale di una realtà in continua lotta e mutamento, raccontataci in un modo così vero da essere alle volte doloroso da un gruppo tanto profetico quanto imprescindibile.

Ora ne avete coscienza, chiudere gli occhi non vi è più possibile.

Tracklist:

01. Ouverture / Baalshamin
02. Palindrome Series
03. Ütopiya / On Living (feat. G.W.Sok)
04. Bab Sharqui
05. Tuesday, And The Weather is Clear (feat. G.W.Sok)
06. Carnaval
07. Grasse Matinée (feat. G.W.Sok)
08. Coda (And Dream Slowly)
09. Bonus DL : Through The Speech Of Stars (feat. Radwan Ghazi Moumneh)


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Giuseppe Grieco

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