Dream Theater – The Astonishing (Roadrunner, 2016) di Francesco Sermarini

A distanza di tre anni dall’ ultimo album, tornano i Dream Theater, paladini del prog metal da oltre trent’anni. Per chi fosse profano alla band bisogna sapere che i Dream Theater o li si ama o li si odia, non ci sono le mezze misure. Fin dal debutto, uscito nell’ormai nel lontano ’89, la band di Petrucci & co è sempre stata argomento di forte discussione tra tutti gli appassionati. C’è chi li accusa di essere troppo virtuosi ,andando troppo spesso a cadere nel puro tecnicismo, e chi invece li supporta a spada tratta, amando le sonorità romantiche e sognanti.

Ora, fin dall’ annuncio di questo The Astonishing, l’hype è stato elevato. La maggiore causa è dovuta probabilmente al fatto che si tratta di un concept album, dopo 17 anni da quando uscì quel Metropolis pt.2: Scenes From A Memory che portò grande fortuna alla band.

Complice anche una pubblicità piazzata a tavolino, nel quale i fan scoprivano mano a mano quello che la band aveva in mente attraverso teaser, disegni di mappe del mondo nel quale si svolgeva la storia ecc.

La trama di The Astonishing è ambientata nel futuro all’interno del Great Northern Empire, impero nel quale la musica è vietata, tranne quella prodotta da dei robot chiamati NOMACS (che viene rappresentata da dei brevi intermezzi). Un gruppo di ribelli cerca di combattere contro la dittatura di Lord Nafaryus, la figlia di quest’ultimo è però attratta da uno dei ribelli (il protagonista della storia).

Come si può ben evincere dalla storia, la musica ha un ruolo più fondamentale rispetto a Scenes From A Memory, infatti non si tratta solo del mezzo con cui narrare le vicende ma ne è parte integrante.

L’opera è mastodontica e difficile da comprendere. Di sicuro si tratta del lavoro più teatrale dell’intera discografia della band, cori e orchestra sono presenti su quasi ogni traccia, dando un senso di epicità o drammaticità a seconda dei casi. La band dimostra, come al solito, di avere ottime capacità tecniche, senza far diventare i virtuosismi fastidiosi. In risalto soprattutto sono la chitarra di Petrucci e la tastiera di Rudess, vera mente e colonna portante di tutta la parte musicale del progetto.

Capitolo a parte la voce di James LaBrie, interprete di tutte le voci all’interno del concept. Per tutta la durata del lavoro risulta sempre credibile, senza mai andando a sforzarsi e cercando scelte stilistiche sempre molto convincenti per ogni personaggio, risultando mai banale e monotono.

A conti fatti, questo The Astonishing è promosso. A detta di chi scrive, bisognerà far passare più tempo per far uscire tutte le potenzialità che può offrire. E’ un lavoro che va ascoltato nella sua interezza, estrapolare delle canzoni dall’intero contesto può solo far rischiare di partire prevenuti nei confronti dell’album. Non è il loro miglior disco e di sicuro non convertirà coloro che non riescono a sopportare la band, ma i Dream Theater dimostrano, nonostante gli alti e i bassi, di essere capaci di saper tirar fuori la loro parte più emozionale. Ben fatto.

Tracklist:

Act I:

  1. Descent of the NOMACS 
  2. Dystopian Overture 
  3. The Gift Of Music
  4. The Answer 
  5. A Better Life 
  6. Lord Nafaryus 
  7. A Savior in the Square 
  8. When Your Time Has Come 
  9. Act of Faythe 
  10. Three Days 
  11. The Hovering Sojourn
  12. Brother, Can You Hear Me?
  13. A Life Left Behind
  14. Ravenskill
  15. Chosen 
  16. A Tempting Offer
  17. Digital Discord
  18. The X Aspect
  19. A New Beginning
  20. The Road to Revolution

Act II:

  1. 2285 Entr’acte
  2. Moment of Betrayal 
  3. Heaven’s Cove 
  4. Begin Again 
  5. The Path That Divides
  6. Machine Chatter 
  7. The Walking Shadow
  8. My Last Farewell
  9. Losing Faythe 
  10. Whispers on the Wind
  11. Hymn of a Thousand Voices 
  12. Our New World 
  13. Power Down 
  14. Astonishing 


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Francesco Sermarini

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