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Donnie Lybra – Neon (Autoproduzione, 2014) di Simone NoizeWave Vinci

Com'è ormai buona abitudine, i prodotto DIY sono una realtà sempre più forte nel panorama musicale contemporaneo. Questa volta abbiamo ascoltato il nuovo Ep dei Donnie Lybra, Neon, completamente autoprodotto. E possiamo anticipare che questo è sicuramente uno dei prodotti più onesti ascoltati quest'anno. Sì, perchè è importante non dimenticare l'onesta in quello che si fa, senza andar a raccontare in giro le cosiddette "fregnacce", pompando ciò che, invece, sarebbe semplice come il pane. Nelle trame sonore di questo EP, si legge l'onesta di un gruppo che ha ben chiaro il suo potenziale, che ha preferito non calcare la…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : Bravi

Voto Utenti : 4.5 ( 1 voti)
1551646_698781940143285_360654755_n[1]Com’è ormai buona abitudine, i prodotto DIY sono una realtà sempre più forte nel panorama musicale contemporaneo. Questa volta abbiamo ascoltato il nuovo Ep dei Donnie Lybra, Neon, completamente autoprodotto. E possiamo anticipare che questo è sicuramente uno dei prodotti più onesti ascoltati quest’anno.

Sì, perchè è importante non dimenticare l’onesta in quello che si fa, senza andar a raccontare in giro le cosiddette “fregnacce”, pompando ciò che, invece, sarebbe semplice come il pane. Nelle trame sonore di questo EP, si legge l’onesta di un gruppo che ha ben chiaro il suo potenziale, che ha preferito non calcare la mano nella sua prima esperienza discografica, scegliendo il format di un Ep, piuttosto che un Lp, che sarebbe risultato forse eccessivo.

Il gruppo milanese, formatosi nel 2012, ha deciso di irrompere nella terra di confine, sempre più sottile, tra new wave e post rock, mischiando sonorità malinconiche, prolungate e creative ad altre decisamente più convenzionali, dirette e cariche di effetti, che seguono il tracciato compositivo classico, riuscendo anche ad inserire i due diversi metodi, in una traccia sola. MM3 ne è l’esempio. Quello che si può decisamente definire un bell’esordio, ripropone anche i suoni della New Wave italiana con L’Istinto del Ratto, che ricorda i primi Diaframma post-Sassolini.

Il cantato di Gabriele Prada risulta distante dall’arrangiamento, come se la voce arrivasse da un universo distante. Una scelta dichiarata e coraggiosa, che se da una parte ricorda molto da vicino gli Have a Nice Life, dall’altra risulta un po’ eccessiva, facendo perdere nei riverberi parole che sarebbe molto meglio far ascoltare. Tutti Galleggiano è il pezzo che più ricorda la band americana. Il pezzo di apertura, Salutarvi, regala subito l’idea di quello che poi saranno le altre tracce, uno di quei pezzi di cui imparare il testo per poi cantarlo in maniera mistica, mentre si pensa  a qualcosa che è appena finito. Le cinque tracce sono la giusta misura per valutare positivamente questo lavoro, in cui i Donnie Lybra si presentano come una bella novità per la stagione di domani. Hanno tanta strada davanti a loro, che deve soltanto essere battuta. Un gran bell’esordio per quello che sembra un gran bel gruppo, con un gran bel suono. Bravi.


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Simone Vinci

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