In una piovosa sera di inizio 2014 Palermo accoglie una delle principali band esponenti del noise made in Italy, i romani Sonic Jesus, ospitati dal Caffè Antico, locale storico situato nel centro pulsante della vita della città , la piazza della Vucciria. I Sonic Jesus sbarcano in Sicilia per una due giorni di concerti che li vede esibirsi prima al Kizmiaz Psych Festival di Catania e subito dopo a Palermo, dove vengono accolti da un discreto pubblico, curioso di sentire cosa hanno da offrire questi 5 ragazzi che da mesi suonano in giro tra Italia ed Europa.
La serata comincia e i ragazzi prendono le loro postazioni e strumenti alla mano cominciano a generare unâambientazione noise molto intensa per introdurre il primo brano Somebody to love, versione rielaborata dai Sonic Jesus del famoso pezzo dei Jefferson Airplane caratterizzato da una batteria molto sincopata e da uno stile vocale molto solenne ed effettato. Il pubblico pare apprezzare lâimpatto sonoro che questa band produce fin dalle prime note. Il secondo brano in scaletta è Monkey on my back che si rivela essere uno dei brani piĂš coinvolgenti mantenendo però i ritmi molto pacati e psichedelici, la voce resta molto reverberata e magnetica e lâesecuzione dellâintero brano incanta il pubblico che risponde compiaciuto. Il concerto prosegue con Blake, che precede Itâs time to hear brano molto ambient e a suo modo psicologico che racchiude il pubblico in una sorta di trance mentale dal quale è difficile uscire. A questo punto ci vuole un pezzo cattivo e decisamente piĂš energico dei precedenti, e arriva il momento di Underground, cominciano a venire fuori le sonoritĂ aspre e sporche tipiche del noise dei Sonic Jesus e con lo stesso ritmo viene eseguita anche Luxury. Il brano che segue è forse il pezzo piĂš conosciuto della band, Reich, uno dei brani piĂš rumorosi del repertorio della band, lâesecuzione sporca e intensa cattura il pubblico che risponde soddisfatto al termine del brano. Il concerto si conclude con Lost brano molto bello che arriva al pubblico come un muro sonoro fatto di reverberi e distorsioni alienanti, la voce fa il suo e il brano in generale rapisce per intensitĂ come i precedenti, il brano cosĂŹ come lâintero live viene arricchito da una chiusura pirotecnica estremamente rumorosa e cacofonica con entrambe le chitarre mandate in feedback e in loop attraverso catene di pedali, con solo batteria e basso a mantenere la linea ritmica durante i deliri sonori prodotti da chitarre e synth. Il concerto si conclude cosĂŹ, con Tiziano e Marco che abbandonano le chitarre in feedback, seguiti via via dallâintero gruppo, ultimo ad abbandonaro lo stage è il batterista che conclude la sua ritmica in solitaria accompagnato solo dal suono degli strumenti abbandonati.
La serata si conclude con il pubblico che guadagna lâuscita un po frastornato per lâesecuzione estremamente rumorosa dellâultimo pezzo con finale delirante annesso, ma con la soddisfazione di aver scoperto una band che si sta imponendo nel panorama noise italiano ed europeo.
SCALETTA
- Somebody to love
- Monkey on my back
- Blake
- Itâs time to hear
- Underground
- Luxury
- Reich
- Lost