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Davide Solfrini – Muda (New Model Label, 2013) di Martina Tiberti

Quando il testo di una canzone regge il gioco ad un arrangiamento ben fatto, il pop  italiano d’autore prende forme interessanti. Piccole delizie per le orecchie si schiudono nella bellezza ingenua del nuovo album del cantautore emiliano Davide Solfrini da anni militante nella scena musicale di Cattolica e dintorni.  Si inizia con Muda, letteralmente dal giapponese ‘spreco, improduttività’, tutto ciò che ruota intorno e dentro la vita ma che la routine lavorativa cerca di eliminare, interrompendo i processi puramente creativi a stesso discapito della propria sostenibilità. La canzone racchiude il leit motiv di tutto il disco ed è una…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Pop-cantabile

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

mudaQuando il testo di una canzone regge il gioco ad un arrangiamento ben fatto, il pop  italiano d’autore prende forme interessanti. Piccole delizie per le orecchie si schiudono nella bellezza ingenua del nuovo album del cantautore emiliano Davide Solfrini da anni militante nella scena musicale di Cattolica e dintorni.  Si inizia con Muda, letteralmente dal giapponese ‘spreco, improduttività’, tutto ciò che ruota intorno e dentro la vita ma che la routine lavorativa cerca di eliminare, interrompendo i processi puramente creativi a stesso discapito della propria sostenibilità. La canzone racchiude il leit motiv di tutto il disco ed è una premessa onesta di quanto ascolteremo in seguito. Dopo il rito di presentazione della prima traccia, un piccolo gioiello cantautoriale, Binari, sostiene con un ritmo cadenzato la fusione di melodie acustiche e modernismo elettrico. Come la processione di un treno stanco su cui viaggiano passeggeri accomunati da una nostalgia indolente, il testo della seconda traccia viaggia sui binari sicuri di un arrangiamento lineare e senza soprese. Marta al telefono inizia come una ballad dai mud-9toni leggeri e dal cantato sopra le righe, subito traditi da strascichi di melanconia retroattiva, sostenute ancora una volta da morbide chitarre elettriche che ne salvano, appena in tempo, il tracollo nella monotonia. Si ascoltano con piacere ma meno brillanti in termini compositivi e testuali le provocazioni sociali di Ti piace quello che mangi?, piccolo spaccato di luoghi comuni quotidiani e Domenica che con l’introduzione di un giro di tastiera strizza l’occhio ad un folk italiano anni ’80, piacevole e divertente nel suo essere demodé, come del resto tutto l’album, che al secondo ascolto già si fa ricordare. Un disco a cui le serate autunnali danno spazio volentieri, un pop rock dalle intenzioni genuine che se ascoltato con la giusta attenzione potrebbe trasformarsi in una piccola rivelazione di stagione.

Tracklist:

1. Muda
2. Binari
3. Marta al telefno
4. Ti piace quello che mangi?
5. La vita degli altri
6. Domenica
7. Cristallo
8. Equilibrio
9. La mia bambina
10. Muda (live)


Commenti

Silvia Protano

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